Canasta e altri giochi online di carte

Canasta online: storia del gioco di carte

Storia e origini della canasta online

La storia del della canasta online La canasta non è un gioco di carte molto antico, tanto che nella storia delle carte da gioco, abbiamo notizie di giochi di carte molto più antichi (anche solo l'italianissimo tressette, per fare un esempio).
Nato negli anni Quaranta, nel decennio successivo il gioco di carte della canasta conobbe una popolarità senza precedenti, tale che le maggiori testate giornalistiche se ne occuparono, chi definendola un gioco di diffusione pari al Monopoli o al Mahjong ("Newsweek"), chi riportando come le vendite dei mazzi di carte dedicati al gioco della canasta o i libri che ne illustravano le regole stavano battendo tutti i record di vendita ("Fortune").
È ormai conoscenza comune la storia della canasta nasca in America latina negli anni Quaranta, ma il nome del suo ideatore, anzi dei suoi ideatori, rimane ancora relativamente oscuro ai più.

In principio...
I nomi degli inventori della canasta emergono negli Stati Uniti solo quando la popolarità del gioco di carte raggunge il suo apice: si tratta di un avvocato, Segundo Sanchez, e di un architetto, Alberto Serrato; la loro storia, che coincide in gran parte con la storia della canasta, venne pubblicata dalla rivista "Coronet" nel 1953.
Le origini della canasta risalgono al 1939; all'epoca, il bridge era il più diffuso gioco di carte, e così pure a Montevideo, in Uruguay, dove Segundo Santos era membro dell'esclusivo Club Jockey. Era usanza, fra i membri, giocare una partita a carte per rilassarsi prima di cena, ma Segundo non riusciva a smettere di giocare dopo un'ora o due: continuava fino a notte inoltrata. Pensando bene che questa sua "passione" potesse avere ripercussioni sulla sua attività professionale, Segundo decise di smetterla col bridge, e cominciò a dedicarsi al rummy, considerato allora come un semplice "riscaldamento" per il bridge.
A Segundo piaceva il rummy, sebbene non fosse contento della sua forte componente casuale; cominciò pertanto a unire, con l'aiuto del suo amico Alberto Serrato, elementi presi da vari giochi, come bridge, rummy e alcune loro varianti. I due giocarono per settimane, aggiungendo e togliendo elementi di gioco e varianti, fino a giungere ad un nuovo gioco, che comprendeva carte da calare, da legare, e la facoltà di prendere tutto il mazzo degli scarti in certe condizioni.
Quando invitarono altri amici per una partita al nuovo gioco, si pose la fatidica questione: "come chiamarlo"?

Il cesto nel mondo
Seduto al "tavolo da gioco", cioè al tavolo di un ristorante, quando gli venne posta la domanda, Santos rispose: Canastillo, indicando il piccolo cesto preso in prestito dal cameriere, dove i giocatori riponevano le carte. Dopo una breve discussione, si arrivò alla decisione di chiamare il gioco semplicemente Canasta ("cesto", in spagnolo), più facile da pronunciare e dal suono accattivante (basato sulla ripetizione della vocale "a", come Monopoli è basato sul reiterarsi della vocale "o").
Il gioco di carte della Canasta, anche prima di avere un nome, aveva acquiastato popolarità, tale che i turisti che si recavano a Montevideo, al loro ritorno portavano con sé il nuovo gioco, chi in Argentina, chi in Perù, chi in Cile, e chi in Brasile.
Perché la storia della canasta non si sposta subito negli Stati Uniti? Le cause vanno ricercate nella sospensione dei voli durante la Seconda Guerra Mondiale; si dovette aspettare la fine della Guerra perché una turista che da Buenos Aires si recò a New York, Josephine Artayate de Viel, diede inizio alla diffusione del gioco della canasta nel Club Regency di Manhattan. Il fatto non passò inosservato ad una casa editrice, che chiese alla signora di pubblicare un manuale di regole del gioco della canasta (così Josephine fu la prima a trarre profitto dal gioco, non i suoi ideatori).
Da lì in poi la canasta si diffuse senza freno, e nel 1953 si contavano già una trentina di libri riguardanti il nuovo gioco di carte; addirittura i soldati stanziati in Giappone e in Germania portarono la canasta con sé, contribuendo portare la storia del gioco di carte in Asia e Europa.

Gran finale
E Segundo Santos e il suo amico Serrato? Da bravo avvocato, Segundo era conscio dell'inutilità di avanzare rivendicazioni sulla paternità delle regole del gioco di carte della canasta.
"Non si può imporre il copyright su un evento con precedenti simili", pare abbia detto; così la canasta divenne il dono suo e dell'amico Serrato a tutto il mondo. D'altra parte, se i due avessero rivendicato qualche diritto sulle regole della canasta, le case editrici, per aggirarlo, avrebbero inventato delle piccole varianti della canasta, che avrebbero impedito la diffusione di cui il gioco di carte godette, grazie all'unicità delle sue regole. Fu proprio la nascita di varianti locali del regolamento originario (ad oggi innumerevoli), infatti, il solo elemento che riuscì a frenare la crescita del gioco di carte della canasta.
In seguito, la storia della canasta continua, per arrivare ai nostri giorni, quando il gioco di carte è ancora molto praticato, in particolare nei circoli di giochi di carte e sui siti di canasta online.

A parte l'aver dato i natali alla canasta, possiamo essere grati a Segundo e a Serrato per aver indirettamento partecipato – in quanto "nonni" – alla nascita dell'illustre figlio della canasta, un gioco di carte la cui popolarità ha surclassato quella del genitore: stiamo parlando del gioco di carte del burraco online gratis, che ancor più del gioco di carte dalvivo ha conosciuto una diffusione senza pari grazie ai nuovi media di comunicazione.

Torna alla pagina degli articoli sulla canasta online